Leggo questa frase e mi colpisce.
So cosa significa.
Quando anche io sto male, come in questi ultimi giorni, allora medito, sgancio, sprofondo nel respiro, le membra si rilassano, scivolo dentro di me, sale automaticamente il sorriso. Dipende da quanto sono turbato o fuori "asse" il tempo necessario per ritrovare il contatto, rinnovarmi. Ad un certo punto accade **contatto** tutto si scioglie, si allontana, i problemi diventano fatti, oggetti, quello che prima assillava la mente si dipana, torna il contatto, la fusione con quella cosa che ti fa sentire con chiarezza cosa veramente è.
Una volta che il contatto è stato stabilito, la ricerca non è altro che permeare del contatto tutta la nostra esistenza. L'essere consapevoli e attenti in modo permanente altro non è che sapere mantenere il contatto in ogni momento.
Ogni tanto la vecchia mente ci porta lontano, a rincorrere sogni, persone, emozioni, desideri, a confrontarci con situazioni ed accettare cose come in passato. Si finisce nei soliti casini. E' facile meditare quando sei seduto in silenzio, ma prova a restare connesso quando una persona che ti piace ti sta baciando!
O quando il ricordo del suo profumo ti assilla i sensi.
Allora ci vuole qualche ora, qualche preghiera o meditazione, un po' di coraggio, il sapere dove è quel luogo dentro di sé in cui è sempre tutto calmo e pacifico...
ed è dolce immergersi nel contatto ritrovato.
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