martedì 5 luglio 2011

Ma hai mai provato riverenza per la tua amata?

Fà della presenza della tua amata o del tuo amante uno stato meditativo. State in silenzio. State vicini, ma restate in silenzio. Usate ciascuno la presenza dell'altro per lasciare cadere la mente; non pensate. Se stai pensando mentre il tuo amante è con te, allora non sei con il tuo amante. Come puoi esserlo? Siete entrambi lì, eppure distanti chilometri. Tu stai pensando i tuoi pensieri, il tuo amante sta pensando i suoi. Siete vicini solo apparentemente, ma in realtà non lo siete, perché quando due menti stanno pensando sono agli antipodi.

Il vero amore significa cessazioni di pensiero. Alla presenza della tua amata o del tuo amante smetti completamente di pensare; solo allora siete vicini. All'improvviso siete una cosa sola, i corpi non vi possono separare: in profondità nel corpo qualcuno ha infranto la barriera. Il silenzio infrange la barriera: questa è la prima cosa.

Fà della tua relazione un fenomeno sacro. Quando sei veramente innamorato, l'oggetto d'amore diventa divino. Se non lo è, sappi che non è una relazione d'amore: è impossibile. Una relazione d'amore non è una relazione profana. Ma hai mai provato riverenza per la tua amata? Puoi aver provato molte altre emozioni, mai riverenza.

Se non riesci a vedere il divino nella tua amata o nel tuo amante non puoi vederlo da nessun'altra parte.

Se non riesci a vederlo nella persona che ami, se Dio non è sentito lì, non può essere sentito da nessun'altra parte. E se lì viene sentito, presto o tardi lo sentirai ovunque, perché una volta spalancata la soglia, una volta che hai avuto una fugace visione del divino in una persona, non puoi più dimenticarti di quella visione e, di conseguenza, ogni cosa diventa una soglia. Per questo dico che l'amante in sé è una meditazione.

Osho

Nessun commento:

Posta un commento